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IL caso del Liceo Beccaria di Milano svalorizzare i docenti e promuovere tutti.
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l Liceo classico Cesare Beccaria è uno dei più antichi licei di Milano, di origine secentesca.

E' alla ribalta della cronaca per aver bocciato 3 studenti su 21 alla maturità.

Navigare il suo RAV, alla luce dei fatti accaduti, è proprio divertente.

 

La scuola ha 72 docenti, di cui solo 8 precari e nemmeno 1 insegnante di sostegno, le loro assenze sono sensibilmente inferiori alla media nazionale e regionale.

Nell'esame di maturità dello scorso anno gli studenti sono stati tutti ammessi all'esame e oltre il 70% ha ottenuto un voto tra 71 e 80 e il 29,1 % ha ottenuto un voto tra 81 e 90.

Molti di questi ragazzi ricercano un futuro di avvocato o si iscrivono a Lettere. Solo l'1,4 % inizia la carriera per diventare insegnante.

La scuola vanta una percentuale di studenti, superiore alla media provinciale e regionale, nella fascia dell'eccellenza (100 e lode).

La qualità della preparazione offerta dalla scuola, dice il RAV, è confermata dagli eccellenti risultati conseguiti dagli alunni che partecipano a gare e concorsi, anche di livello nazionale.

 

 

La sospensione del giudizio (i rimandati nella nuova versione) si concentra soprattutto nelle discipline di latino e greco e in misura più consistente nelle classi del biennio iniziale.

Il punteggio di italiano nelle prove INVALSI (78,05) della scuola alle prove INVALSI è superiore a quello di scuole con background socio-economico e culturale simile ed è superiore alla media regionale, di area e nazionale. Quello di matematica (64,7) è superiore alla media nazionale e di pari livello con quello di area geografica e regionale.

I docenti utilizzano regolarmente alcuni strumenti comuni per la valutazione, usano strumenti di valutazione differenziati (prove strutturate, ecc.) e hanno momenti di incontro per condividere i risultati della valutazione, sia nell’ambito dei dipartimenti disciplinari sia nell’ambito dei consigli di classe.

La progettazione di interventi specifici a seguito della valutazione degli studenti è una pratica frequente (corsi di sostegno e recupero, “sportelli”, interventi in itinere, “pausa didattica”).

Le attività di alternanza scuola lavoro sono state realizzate per tutti gli studenti delle classi terze, quarte e quinte per il numero di ore previsto dalla normativa.

La scuola ha stipulato numerose convenzioni, ha approvato un piano e regolamento dell'alternanza e riceve apprezzamento dalle aziende e dagli enti per la qualità dei percorsi realizzati e per le competenze dimostrate dagli studenti.


Tra le priorità della scuola viene dichiarata la volontà di ridurre la percentuale di trasferimenti degli studenti, chissà se ce la faranno dopo queste bocciature?

 

La scuola, si dice ancora, dialoga con i genitori e utilizza le loro idee e suggerimenti per migliorare l'offerta formativa. Le famiglie partecipano in modo attivo alla vita della scuola e contribuiscono alla realizzazione di iniziative di vario tipo.

 

Il preside della scuola è Michele Monopoli, un  Dirigente Scolastico che proviene dal Liceo Classico Carducci a Milano, laureato a Bari con 110/110 e lode, è stato docente di ruolo in discipline giuridiche ed economiche presso Istituti di scuola superiore, ha svolto vari compiti come collaboratore vicario, Presidente di Commissioni per gli Esami di Stato, commissario per concorso a cattedra, formatore per il Centro Servizi Amministrativi di Milano in corsi per docenti e in corsi di formazione e aggiornamento per dirigenti scolastici, docenti e personale A.T.A.

 

Ha collaborato con il Gruppo di lavoro USR della Lombardia per la sperimentazione Alternanza Scuola Lavoro ed è stato responsabile di istituto per l’Alternanza Scuola Lavoro.
Ha pubblicato diversi articoli e saggi su quotidiani e riviste specializzate ed è persino autore del libro “Strumenti e materiali per il nuovo Esame di stato” – Mursia 1999

 

La scuola ha anche un NEV (Nucleo esterno di valutazione) che ha scritto un lungo rapporto.

 

Si legge. Tra l'altro, che il NEV condivide la priorità individuata dalla scuola, in quanto è finalizzata a migliorare la percentuale degli studenti diplomati con votazioni superiori a 80/100, che appare come punto di debolezza anche nella valutazione esterna.

 

E' facile individuare la commissione della classe 5 G utilizzando il motore di ricerca del MIUR.

Chi sarà il prof, commissario interno, che viene accusato di non aver aiutato i 3 studenti bocciati?

L'appassionato di montagna che insegna lettere, il prof universitario a contratto del Corso di Laurea in Scienze e Sicurezza Chimico-Tossicologiche dell'Ambiente che insegna matematica o il prof di filosofia?

Nella XIII commissione vi era anche il presidente, il Dirigente Scolastico del Gentileschi.

E' stato formatore dei docenti neo assunti e ha un passato di chitarrista solista ed in formazione, in Italia, Europa e America Latina , laureato in fisica alla Statale di Milano.

 

Leggendo la storia di questi tre ragazzi e le rimostranze delle famiglie mi sembra davvero che qualcosa non abbia funzionato in questo strano esame, poi scopro che gli studenti in quella scuola danno una pagella ai docenti, sono loro a dire se il docente “Dimostra una conoscenza approfondita della propria disciplina” e anche se “È motivato e motivante durante le lezioni”.

 

Saranno stati clementi col loro commissario interno i pargoli liceali della Milano bene la cui mancetta sarà molto più consistente del bonus di merito dei loro insegnanti?

 

Chi la fa l'aspetti, mi verrebbe da dire, ma non sarebbe giudicata un'affermazione molto professionale.

 

Allora dico che questa scuola è l'esempio dell'inutile burocrazia cartacea che i docenti di tutta Italia sono costretti a compilare, inventandosi un modo per migliorare solo sulla carta.

 

Dico che un vero governo del cambiamento non dovrebbe ignorare il grido di aiuto che viene dal mondo della scuola.

 

E' un bell'insegnamento per il preside che ha proposto una simile umiliante valutazione dei docenti, per gli studenti che non si sono rifiutati di compilare un questionario decisamente fuori luogo e persino per i genitori che avrebbero dovuto rilevare la pochezza di questa valutazione.

 

 

Nessuna traccia del nuovo contratto nel sito di  quella scuola, nessuna RSU che si esprima … chissà i docenti che cosa direbbero se solo potessero parlare!

 

 

 

 

 
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Pubblicato: 14/07/2018
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Autore: Lauro Zanzara
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Categoria: astuzie operaie
 
 
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IL caso del Liceo Beccaria di Milano svalorizzare i docenti e promuovere tutti.
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Pubblicato: 14/07/2018
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Autore:Lauro Zanzara
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Categoria: astuzie operaie
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