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La domanda di disoccupazione spiegata in modo semplice ai precari della scuola: trucchi per non perdere tempo e denaro
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E' tempo di domanda di disoccupazione.

Ecco come fare senza sbagliare e senza impazzire.

Innanzitutto è bene conoscere la fine del proprio contratto, può terminare il 30 giugno o il 31 agosto, per alcuni il termine è stato il giorno della fine della scuola.

Dal giorno successivo al termine del contratto i precari della scuola, docenti e personale ATA, come bidelli, assistenti tecnici e assistenti amministrativi, si devono rivolgere all'INPS.

Per ottenere questa indennità, oggi chiamata NASPI, bisogna avere i seguenti requisiti:

essere disoccupati e non aver dato le dimissioni volontarie, è il caso di chi termina il contratto il 30 giugno o il 31 agosto;

avere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, è anche il caso di chi ha svolto supplenze quest'anno con contratto da settembre a giugno o agosto, ma anche di chi ha ottenuto supplenze di oltre tre mesi;

avere lavorato, nell'ultimo anno, cioè nei 12 mesi precedenti ad oggi, almeno 30 giorni con presa di servizio effettiva o equiparata (maternità obbligatoria).

Prima di decidere se rivolgersi a un CAF, all'INPS direttamente o anche fare da soli è necessario, già in questi giorni, procurarsi il modello SR163 dell'INPS che si scarica direttamente dal sito, anche senza essere iscritti al portale, digitando, nella stringa di ricerca il codice SR163.

E' meglio scaricarlo direttamente dal sito INPS perché il modello SR163, nella precedente versione, non riportava, nella seconda pagina, il codice fiscale del richiedente. Se ci si rivolge ad altri è bene fare attenzione che il modulo usato sia quello nuovo, verificando che vi sia lo spazio per inserire il codice fiscale.

Con questo modello compilato dovete recarvi alla vostra banca, o in posta, e farvi mettere il timbro della banca o della posta e la firma dell'impiegato che vi ha apposto il timbro. Se la vostra banca è solo online potete stampare una pagina web da cui risulti il nome della banca e l'IBAN e autocertificare il tutto, molti centri per l'Impiego accettano questa forma, altri no.

In pratica questo modello serve a comunicare il vostro IBAN per essere pagati velocemente e senza intoppi, se non lo fate, la vostra domanda rimarrà inevasa e prima o poi qualcuno vi chiamerà dicendo di portare il modello.

Lo potrete poi consegnare a mano all'INPS, scansirlo e inviarlo con posta certificata o mail allegando la copia del vostro documento d'identità, inserirlo direttamente al momento in cui farete domanda online, solo se siete in possesso del vostro PIN dispositivo, in questo ultimo caso consiglio di salvarne una copia PDF su una chiavetta con firma e timbro della banca o della posta.

Sempre prima di compilare la domanda on line è necessario che inseriate nella chiavetta o stampiate: il vostro documento, il codice fiscale, una copia del cedolino stipendiale in cui si veda l'IBAN, il contratto da cui ricavare la data dell'inizio e della fine dell'ultima supplenza annuale o delle ultime supplenze, la denominazione dell'ultimo datore di lavoro (che è la scuola che vi ha fatto il contratto o i contratti). In alcuni casi viene richiesta anche l'autocertificazione della vostra residenza.

Una volta preparato tutto fare la domanda è un gioco da ragazzi!

Con la documentazione prima elencata potete recarvi al vostro sindacato (solo se avete il PIN dispositivo) o a un patronato, facendo attenzione a non ritrovarvi iscritti, senza volerlo, a qualche sindacato.

La cosa migliore è fare da soli.

E' possibile accedere al WEB e fare tutto online se si possiede il PIN dispositivo.

Si può anche utilizzare il n° verde dell'INPS (8003164 da telefono fisso – 06 164164 da cellulare) che è molto efficiente.

La domanda può essere presentata dal giorno successivo alla scadenza del contratto (1 luglio o 1 settembre, se non lavorate subito).Se non farete la domanda entro 68 giorni perderete il diritto.

Salvo i soliti ritardi burocratico, se presenterete la domanda nei primi 8 giorni dal termine del lavoro inizierete a percepire l'indennità dall' ottavo giorno. Se lo farete dopo l'indennità decorrerà dal giorno successivo alla presentazione della vostra domanda.

Non sono molti soldi, ma permettono la sopravvivenza.

Se avete percepito uno stipendio di 1208,15 € mensili prenderete il 75% , se lo stipendio era superiore avrete qualcosa in più, comunque quest'anno non potrete percepire più di 1340,30€ al mese.

Dopi il quarto mese di disoccupazione la cifra andrà diminuendo, ma voi sicuramente avrete una nuova supplenza!

Molti siti non specializzati nel settore scolastico invitano a rilasciare e firmare altra documentazione: la DID (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro) e il PSP ( patto di servizio personalizzato).

L'art 21 del Decreto Legislativo 150/2015 fa coincidere la domanda di disoccupazione con la DID, perciò non deve essere fatta.

IL PSP invece andrà realizzato, presso il centro per l'Impiego di domicilio, solo se non avrete una supplenza nel prossimo anno scolastico.

 
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Pubblicato: 24/06/2018
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Autore: Lauro Zanzara
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Categoria: guide
 
 
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IL FUTURO DEI DM DOPO L’AGGIORNAMENTO DELLE GAE DEL 2019
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La giurisdizione amministrativa, come ormai è noto nelle scuole, è esercitata dai tribunali amministrativi regionali e dal Consiglio di Stato.

La Sentenza del TAR è il giudizio di primo grado e può essere appellata con ricorso al Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato è l’organo di ultimo grado della giurisdizione amministrativa, si tratta di un organo costituzionale con funzioni consultive e giurisdizionali. Il giudice è un giudice speciale amministrativo, estraneo alla pubblica amministrazione italiana.

L’ Adunanza Plenaria ha quindi la funzione di uniformare la giurisprudenza del C.d.S. o di risolvere questioni di particolare importanza, com’è stato per il DM., indicando chiaramente la legge da applicare in situazioni controverse e fare in modo che, anche chi non è d’accordo, la osservi.

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Pubblicato: 10/06/2019
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Autore:Lauro Zanzara
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Categoria: diventare insegnanti
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UN ACCORDO PRIVO DI ANIMA NON CI PIACE
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Mentre i sindacati della scuola hanno revocato uno sciopero sulla base di un libro dei sogni ancora non scritto, insegnanti, bidelli e personale di segreteria potrebbero ottenere da subito un aumento di circa 210 euro all'anno - e reclamare il compenso per gli ultimi 5 anni - per i corsi di aggiornamento sulla sicurezza, circa 1000 € netti per circa 900 mila persone: una bella cifra, pari a 900 milioni di euro.

 

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Pubblicato: 27/04/2019
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Autore:Lauro Zanzara
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Categoria: astuzie operaie
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