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Luigi Gallo: uno di noi, ma con le sue idee, ecco i suoi primi atti politici.
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Dal 21 giugno 2018 il deputato Luigi Gallo presiede la VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione), è al suo secondo mandato parlamentare ed è un insegnante, un vero insegnante.

Prima della carriera politica dichiarava un reddito lordo di 26.233 € annui e la proprietà al 50% di una casa anni 70 di 70 mq a Torre del Greco.

Laureato con 102/110 presso l'Università Federico II di Napoli, ha iniziato la sua carriera con varie attività,tra cui il ruolo di educatore allo sviluppo, raggiungendo il posto fisso come docente di elettronica presso un ITIS di Napoli , passando anche per l'esperienza di insegnante tecnico-pratico presso l'I.T.C.G. “C.A. Pilati” di Cles(TN) .

Ha un diploma di solfeggio ed è stato direttore e speaker di una redazione del programma radiofonico “Spazio Clandestino” in onda su una  radio web

Sarei  curioso di sentire la puntata del 15 ottobre 2010 sulla scuola in cui due ospiti due Mauro Farina dei Cobas scuola e Valentina Dell’Aversana docente precaria, probabilmente parlavano della Riforma Gelmini. Chissà se il Gallo politico ha ancora i COBAS nel cuore? Non credo.

Ha scritto il libro "Educazione Diffusa - Per salvare il mondo e i bambini" edito da Dissensi nel 2017, risultato di una collaborazione con il prof. Paolo Mottana, pedagogista dell'Università di Milano Bicocca.

A ben vedere quest'uomo la pensa davvero come tanti docenti italiani: critica duramente il bonus della legge 107 e le prove INVALSI. Ammicca alla scuola Montessoriana e pensa all' open source come chiave di volta per realizzare una vera educazione diffusa, facendo intendere un futuro che sia sempre meno da burocrati per gli insegnanti.

Ottenuta la presidenza della Commissione “dedica” la presidenza, in particolare, ai bambini e alle bambine quali principali fruitori dello sviluppo culturale e delle istituzioni educative. Sottolinea, quindi, la necessità di un impegno specifico in materia di investimenti nella cultura e di protezione dei beni culturali.

 

Il 26 giugno scorso Gallo presenta, nella Commissione che presiede da vincitore, come primo firmatario, una Risoluzione in cui chiaramente, nella premessa, si esprime contro l'alternanza scuola/lavoro che, ampliando in modo spropositato le ore obbligatorie, non ha contestualmente aumentato le risorse che già erano stanziate per la realizzazione del progetto prima della legge n. 107 del 2015. Contesta che l'alternanza abbia creato un eccessivo carico ed un onere burocratico ed organizzativo per le scuole e per tutto il personale scolastico coinvolto.

Denuncia un quadro desolante di abusi da parte delle imprese che impiegano la forza lavoro giovanile prestata in regime di alternanza scuola-lavoro, non al fine di coadiuvare tali giovani nei loro percorsi formativi, ma per converso demoralizzandoli con compiti superflui e lontani dalle loro competenze professionali in assenza di un tutor e al di fuori dell'orario curricolare.

Ricorda l'importanza del Service Learning, un approccio pedagogico, rilanciato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca con un decreto ministeriale del 17 marzo 2017, il quale definisce la creazione del comitato tecnico scientifico del Service Learning.

Promuove gli spostamenti dei ragazzi per permettere alla scuola di realizzare l'attività educativa nelle biblioteche, nei parchi, nei luoghi culturali, nelle università, all'interno di mostre, officine, botteghe di artigiani del territorio.

Ricorda che World Economic Social Forum afferma che il 65 per cento dei bambini che oggi si iscrivono a scuola faranno, al termine del loro percorso di studi, un lavoro che oggi non esiste.

Ritiene prioritario promuovere un contatto più frequente tra la comunità scolastica e i lavoratori che, a vario titolo, anche nel campo della formazione, compresa quella sportiva, operano sul territorio.

Ribattezza l' alternanza scuola-lavoro chiamandola “apprendimento in azione”.

Terminata la premessa Gallo chiede al Governo di impegnarsi ad eliminare l'obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro e a sostituirla con percorsi di «apprendimento in azione» (service learning, learning by doing, ricerca-azione, didattica esperienziale e altro).

Ovviamente, cari colleghi, ora che vi siete sparati un sacco di ore per capire come svolgere l'alternanza, anche se vi sarebbero bastati cinque sani minuti di pensiero divergente per comprenderne il senso di sfruttamento, preparatevi a nuovi corsi.

La vostra scuola, se passa questa proposta, avrà una short list (cioè una lista ristretta) di professionisti e formatori professionali a vario titolo, compresi quelli operanti nel settore sportivo, che siano disponibili a supportare gratuitamente o in forma retribuita i progetti di apprendimento in azione. Mi vien da dire che i professionisti non pagati saranno i docenti … quanto vorrei sbagliare!

Alla fine, visto che le scuole non hanno spazi adeguati, ci costringeranno a far lezione in spazi pubblici, privati, all'aperto, al chiuso, sul territorio e, per carità, a scuola poco, non sia mai che si annoino ad aprire qualche libro!

Infine, invece di proporre un aumento decente per tutti, come nei comunicati stampa, ecco che si aggira un nuovo mostro: il fondo triennale per premiare l'innovazione didattica che, detto così, fa già un po' paura.

Come in passato torneranno i pedagogisti nei progetti di apprendimento in azione, a fare che cosa non si sa.

Imprese, enti pubblici e studi professionali disposti a investire in spazi di formazione o in personale specializzato nella formazione per studenti iscritti alla scuola di II grado, e coinvolti nei progetti di apprendimento in azione, saranno pagati.

La risoluzione in Commissione è uno strumento di indirizzo che introduce un dibattito con un certo valore politico, soprattutto se è il presidente a proporlo, perchè il testo viene votato. Il Governo, per fortuna, prima che la Commissione proceda alla deliberazione, esprime il proprio parere e potrebbe chiedere che la risoluzione non venga votata in Commissione ma in Assemblea.

Non so che fine farà questa proposta del 26 giugno 2018, ma ben sedici deputati dei 5 Stelle l'hanno firmata.

Quest'idea di Gallo è già stata delineata nella proposta di Legge del 27 marzo 2018 "Istituzione dei nuclei per la didattica avanzata e introduzione di progetti di scuola aperta e di scuola diffusa negli istituti scolastici di ogni ordine e grado" (Atto della Camera 396).

E' bastato qualche anno lontano da scuola ed ecco che il deputato fa una proposta di legge che istituisce i nuclei per la didattica avanzata (NDA) e prevede che “le attività integrative extrascolastiche, proposte da un minimo di 10 studenti e di 10 genitori, siano sottoposte a consultazione diretta e votate, a scrutinio segreto, dalle assemblee dei genitori e degli studenti, riunite in seduta comune, entro il 30 giugno di ciascun anno scolastico. La scheda elettorale dovrà contenere il titolo, un breve riassunto, il piano economico delle spese e il primo firmatario di ciascuna iniziativa. Le proposte che avranno ottenuto la maggioranza relativa (fino ad esaurimento del fondo messo a bando) sono inserite nel piano dell’offerta formativa dell’anno scolastico successivo (…)”

La proposta prosegue così: “Avendo come fine ultimo favorire la partecipazione, non coatta, sarà possibile, da parte degli allievi, assentarsi dalle attività quando non ritengono la conduzione o il tema di essa più interessante per loro, potendo decidere di passare in spazi dedicati oppure ad altre attività”

Infine si obbligano i docenti a svolgere lezioni all'aperto e a scrivere libri, come nel progetto « Book in progress », cui capofila è l’istituto tecnico industriale Ettore Majorana di Brindisi, grazie al quale è nata una rete nazionale di docenti finalizzata alla redazione e alla stampa di testi scolastici disponibili on line gratuitamente per gli studenti e alla produzione di e-book. Inutile dire che il preside di quella scuola è Salvatore Giuliano, il candidato ministro dell'Istruzione dei 5 stelle.

La proposta stabilisce che i fondi per realizzazione di progetti saranno distribuiti in base al rapporto reddito medio nazionale/reddito medio regionale delle famiglie, cioè al Sud.

Mi ripeto che quello che ho letto stasera non si realizzerà, ma sono troppo vecchio per non ricordare che, ad ogni cambio di governo, da troppi anni la scuola peggiora, non migliora.

Occorrerebbe un dibattito tra docenti e Movimento 5 Stelle perchè, se questa è la via, ancora una volta, mi sembra quella sbagliata.

La Gilda degli Insegnanti ha incontrato Lucia Azzolina (M5S), Alessandro Melicchio (M5S), Gloria Vizzini (M5S), Flora Frate (M5S), Rina De Lorenzo (M5S) e Angela Schirò (PD), tutti docenti eletti in Parlamento, durante un confronto che si è svolto all´hotel Nazionale di Roma.

Comincio col dire che l'intervento della deputata Schirò, a favore della meritocrazia, rende chiaro a tutti il motivo per cui il PD stia scomparendo.

Poi c'è stata la deputata preoccupata per i docenti di religione, scelti dalle curie e pagati dallo Stato, da stabilizzare, gli unici ad avere la progressione stipendiale anche da precari.

Tra le deputate del Movimento 5 Stelle Azzolina e Frate, due docenti della VII Commissione, avevano firmato, solo due giorni prima, la Risoluzione proposta da Gallo, ma nessuna ne ha fatto parola.

Non mi ha meravigliato che non sia stato detto da nessuna delle deputate che l'alternanza scuola lavoro per loro dovrebbe essere sostituita dall'apprendimento in azione, eppure è stato il primo atto politico che hanno firmato.

Volti nuovi e politica vecchia, una delusione totale e l'impressione di avere a che fare con persone a cui manca l'ABC del proprio importante ruolo istituzionale.

 
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Pubblicato: 02/07/2018
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Autore: Lauro Zanzara
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Categoria: guide
 
 
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IL caso del Liceo Beccaria di Milano svalorizzare i docenti e promuovere tutti.
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Pubblicato: 14/07/2018
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Autore:Lauro Zanzara
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Categoria: astuzie operaie
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